Casa Matì
Anno: 2025
Luogo: Palermo
Tipologia: Residenziale
Foto: Carlo Oriente
Impresa: Tekno Edil srl di Giuseppe Inzerillo
Rivestimenti: Domus Design Store
Arredi: Longho
Illuminazione: Cocolumo
Falegname: Laredo
Scala: Inox Costruzioni
L’intervento, firmato dallo studio Puccio Collodoro Architetti, ha riconfigurato l’impostazione originale di un vecchio appartamento risalente ai primi anni ’30, situato nei pressi del meraviglioso teatro Politeama del capoluogo siciliano, caratterizzato da un’impostazione planimetrica a sviluppo principalmente longitudinale. La sfida dei progettisti è stata quella di ridistribuire gli spazi creando un’atmosfera ricercata e suggestiva, che reinterpretasse in chiave moderna alcuni elementi distintivi dell’impianto originale, come la presenza dei tetti a falda e delle pavimentazioni originali.

L’essenza di casa Matì, si fonda proprio sull’esaltazione di alcuni elementi strutturali e decorativi, come i tetti alti a falda e la presenza in alcuni ambienti delle tipiche cementine siciliane risalenti alla prima metà del ‘900, che sono stati adeguatamente reinterpretati per creare ambienti in cui cromie, materiali e luce naturale risultano essere elegantemente combinati. Ogni ambiente mostra la propria personalità attraverso il bilanciamento adeguato di materiali e complementi d’arredo. Ogni dettaglio è stato accuratamente progettato e realizzato su misura, restituendo l’immagine di uno spazio unico nel suo genere.


Nel progetto di casa Matì, la scelta dei materiali ed il loro accostamento, palesa il minuzioso studio che i progettisti hanno dedicato nella ricerca di una nuova interpretazione nella composizione. Protagonista indiscusso è l’essenza del rovere naturale, scelto nella pavimentazione del parquet a spina di pesce ungherese che dalla zona living prosegue fino alla zona notte; la stessa essenza è stata adoperata anche per gli arredi realizzati su misura della stessa zona living, per la grande parete della zona pranzo e per la cabina armadio. La zona cucina/ pranzo è invece caratterizzata da una pavimentazione in resina che restituisce matericità allo spazio, filtrata però da un’elegantissima porta scorrevole a tutta altezza realizzata in listelli di rovere e vetro. La matericità della resina è interrotta da una pavimentazione in cementine siciliane, recuperate dalla vecchia abitazione e risalenti alla prima metà del ‘900, che si pone come un tappeto al di sotto del tavolo da pranzo, realizzato su disegno degli stessi progettisti.

Varcata la soglia dell’appartamento, l’occhio è subito catturato da una scenografia architettonica che unisce funzionalità e suggestione: l’ingresso si apre su uno spazio living a doppia altezza, inondato di luce naturale e dominato da una scultorea scala in metallo, che si staglia frontalmente alla porta d’ingresso come un elemento sospeso, elegante e leggero, al limite tra struttura e opera d’arte. Questa scala oltre a garantire l’accesso al soppalco-studio, diventa un vero e proprio elemento d’arredo: i suoi primi due gradini, rivestiti in gres effetto pietra, si allungano fino a fondersi in un mobile contenitore in rovere naturale che disegna e delimita la zona TV.


L’atmosfera è sublimata da una grande finestra a tetto che amplifica la percezione della doppia altezza, inondando lo spazio di luce zenitale e mettendo in risalto i volumi architettonici e la raffinata palette materica. Sul lato opposto, una maestosa porta doppia a tutta altezza, realizzata con listelli verticali in rovere e inserti in vetro trasparente, funge da elegante filtro visivo e fisico verso la zona cucina/pranzo. L’attraversamento di questa soglia è sottolineato da un deciso cambio di pavimentazione: qui la resina grigia prende il posto del parquet a spina di pesce unghere, esaltando l’inserto prezioso di un tappeto in cementine siciliane originali dei primi del '900, posto esattamente sotto il tavolo da pranzo. Quest’ultimo si impone come un elementoscultoreo e monolitico in resina bianca, illuminato da due sospensioni ambrate che ne valorizzano la presenza scenica.

È stato mantenuto il tetto originario dell’edificio, un gesto di rispetto verso la memoria storica del luogo, che contribuisce a radicare il progetto nel contesto preesistente. La scala è stata invece completamente ripensata e ricostruita da zero: rivestita interamente in marmo e accompagnata da un elegante parapetto in vetro, si impone come un elemento scultoreo e leggero allo stesso tempo. Tutta la parete adiacente è trattata con un rivestimento materico che conferisce carattere e profondità tattile.


La zona cucina/pranzo si sviluppa con rigore e simmetria: da un lato, le colonne laccate bianche e i pensili in rovere compongono la zona operativa, mentre al centro una grande isola in Laminam chiaro funge da fulcro funzionale e conviviale. Di fronte, il tavolo da pranzo e una parete attrezzata in rovere naturale creano un equilibrio tra rigore e matericità, dando continuità visiva e coerenza stilistica all’ambiente. Dalla zona living, una porta a filo parete introduce a un lungo corridoio distributivo, elegante nella sua linearità,che organizza il passaggio verso gli ambienti più privati dell’abitazione. Qui si susseguono un bagno ospiti dai richiami pop – caratterizzato da piastrelle 30x30 in tre cromie distinte: giallo per il pavimento, blu per le pareti della zona lavabo e rosso per la doccia, con fughe color cotto e rubinetterie in finitura nera opaca – una lavanderia funzionale, e un ampio armadio a muro incassato.


Il percorso culmina nelle due camere da letto. La master bedroom si distingue per la zona letto immersa in una “scatola” dai toni decisi, che riveste pareti e soffitto creando un’atmosfera avvolgente e intima. Attraversando una cabina armadio a doppia altezza, realizzata con moduli in rovere naturale, si accede – tramite una porta rivestita interamente in specchio – al bagno en suite. Qui, l’utilizzo del gres effetto pietra e la cura del dettaglio ricreano l’esperienza di una spa privata.


Nel progetto di Casa Matì, la principale criticità riscontrata sin dalle prime fasi della progettazione è stata la gestione di una planimetria d’origine sviluppata in senso fortemente longitudinale, con una sequenza di ambienti distribuiti lungo un asse centrale e profondamente penalizzati in termini di illuminazione naturale. Il cuore della casa risultava infatti opaco e poco permeabile alla luce, generando spazi intermedi privi di respiro e privati di quella vitalità che solo la luce naturale può conferire. La distribuzione preesistente, frammentata e oppressa da controsoffitti ormai obsoleti, enfatizzava ancor di più questa sensazione di compressione e di chiusura, rendendo urgente un ripensamento radicale. La strategia adottata ha dunque comportato un intervento chirurgico ma determinante: la demolizione completa dei vecchi controsoffitti ha rappresentato il primo passo verso una nuova percezione spaziale. Questo gesto ha permesso di liberare l’altezza piena degli ambienti e di valorizzare l’andamento delle falde inclinate del tetto, che fino ad allora erano rimaste celate, inespresse.


Superare i limiti di una planimetria rigida e introversa ha significato, in definitiva, trasformare un vincolo in opportunità: un progetto che inizialmente sembrava costretto nei margini di una struttura poco generosa, è diventato un racconto architettonico basato sulla luce, sulla verticalità e sulla relazione armonica tra volumi, materiali e pieni/vuoti. Una dimostrazione di come, nel progetto d’interni, la difficoltà possa divenire il punto di partenza per una soluzione inattesa e poetica.
PLAN A

PLAN P



